Quando la cosa più social da fare era andare a caccia di mammut

Con questo, siamo alla terza proposta di una delle collane più famose e temute durante le nostre estati di più di una quindicina di anni fa, quando eravamo ancora bambini e le maestre ci assegnavano il lunghissimo eserciziario per “ripassare” con libro annesso.

Il titolo di questo mese è adatto per bambini di classe terza, quindi intorno agli 8/9 anni minimo, e si intitola Cacciatori di Mammut di S.V. Pkrovskij. Ammetto di non averlo mai letto fino a qualche giorno fa, snobbandolo per anni insieme a tutti gli altri fratellini della stessa collana. Inoltre, si trattava di un testo assegnato a mio fratello, perciò, vista la sua agonia nel doverlo studiare per le interrogazioni, non mi sono preoccupata di indagare su quale fosse la sua storia. E invece, devo dire che ho fatto male perché si tratta di un racconto divertente e stranamente avvincente visto il target a cui si riferisce (lo sappiamo tutti che la maggior parte dei libri assegnati insieme agli eserciziari sono noiosi :P). Insomma, qual è la trama?

Ci troviamo indietro nel tempo di 20.000 anni, in un villaggio di uomini primitivi fra i quali spiccano alcuni nomi di cacciatori come Nasodilupo, Aò e Ulla (evidentemente corrispettivi dei nomi odierni Mario, Alessandro e Leonardo) facenti parte della tribù delle Volpi Rosse. I loro vicini e amici sono le Volpi Argentate. Insieme cacciano mammut, quando disponibili, e fanno banchetti, fra danze di dubbio gusto e mangiate abbondanti degne di essere paragonate ai mega cenoni festivi con i miei parenti. Sopra di loro, tuttavia, incombe l’ombra del potente stregone Kaolu, un personaggio che dalla descrizione sembra rimasto ancora a qualche stadio precedente di evoluzione, fra la scimmia e l’Homo Erectus, che vive con le sua numerosa famiglia in disparte dopo essere stato cacciato dal villaggio, minacciando tutti di maledizioni se non riceve i suoi omaggi.

Vi dirò, per quanto la storia sia proposta a dei bambini, risulta essere interessante anche per gli adulti. Un libro scorrevole che si legge in un pomeriggio, capace di presentare in maniera divertente la vita degli uomini delle caverne, data la minuziosa descrizione di come adoperavano i loro strumenti, i rituali che accompagnavano i momenti più importanti della loro vita e i rapporti sociali. Un po’ frettoloso il finale, ma tutto sommato non rovina niente, quindi va bene così. Direi che si merita un 4 su 5.

Fra l’altro su Amazon lo potete trovare in formato E-Book gratuitamente.

Intanto vi ringrazio per aver letto l’articolo, vi auguro una buona lettura del libro 🙂

“I cacciatori si inginocchiarono davanti alla piccola statua bianca. Così si sentivano al sicuro, perché li difendeva la potenza magica della Madre delle Madri, protettrice del loro villaggio, colei che scagliava potenti maledizioni sulle forze nemiche, l’invisibile compagna delle cacce pericolose.” Cacciatori di Mammut, S. V. Pokrovskij

Un Pinguino, una Gallina e un Piccione: il Mago Blu colpisce ancora!

Torniamo questo mese con un’altra proposta per bambini, ripescata ancora fra i meandri della mia infanzia e di quella di mio fratello. Il Mago Blu colpisce ancora con una storia che questa volta ho affrontato io in classe, con la maestra che si aggirava fra i banchi a leggerla ad alta voce, mentre io dormivo di nascosto. Il peggio è stato quando ci ha chiesto di farne un riassunto e io non ricordavo niente! Si tratta di Chi Trova un Amico… di Giuseppe Lisciani.

A differenza dell’agghiacciante riassunto della Leggenda di Re Artù della stessa collana, che ho riassunto in un precedente articolo, si tratta di una storia piacevole da leggere anche da adulti. Anzi, a dire il vero mi è dispiaciuto non averla seguita quando avevo solo 8 anni, ma il tono monotono della voce della maestra rendeva il tutto insopportabile. Non avevo capito nemmeno il titolo e l’unico protagonista di cui mi ricordavo era il Pinguino. In realtà sono due, lui sicuramente e in più c’è la Gallina. Che fanno questi due pennuti? Il Pinguino sa che nella sua specie è il maschio che cova le uova e si prende cura dei piccoli, perciò passa le giornate a deprimersi per evitare questo triste destino. Un giorno il Piccione gli racconta che nel Pollaio avviene il contrario, così il Pinguino ha un’idea assurda quanto geniale: avrebbe sposato la Gallina! Peccato che quest’ultima, ignara del piano architettato alle sue spalle, pensa di avere l’occasione per smettere di allevare pulcini una volta per tutte. Insomma un libro da 4 punti su 5, perché io che sono adulta l’ho trovato davvero divertente. Il grosso della storia narra di come il Piccione organizza le nozze, chiedendo prima il permesso al Consiglio del Cielo e poi coinvolgendo altri uccelli.

Un racconto da leggere a bambini che hanno almeno 8 anni, perché ad un certo punto i personaggi sono così numerosi, da rendere i fatti confusi. Un ottimo modo per far conoscere ai pargoli alcuni fra i principali volatili, perché per quanto le vicende siano esilaranti, prendono spunto dalle loro reali abitudini.

Il finale è stato un NI: ad un certo punto la Gallina spiega l’origine della famosa Gallina dalle Uova D’oro, mentre il Pinguino diventa Imperatore, dando luogo alla specie omonima che esiste ancora oggi. Il Piccione va a finire in un luogo sperduto dove tutti sono blu, a fare il saggio dei sogni degli altri (perché poi? da quando si dice “saggio come un piccione?!) e del Colibrì si sa solo che torna a casa come se nulla fosse, nonostante sia stato nominato Eroe di mezza altezza. Quindi, se non capite cosa c’entri il titolo con la storia, dovete aspettare l’epilogo dei personaggi, della serie “ho scritto un intero libro partendo dal titolo e poi, siccome mi sono accorto che non ci azzecca niente, aggiungo un finale forzato così gli do un senso”. Impressione mia, eh…

Grazie per aver letto l’articolo, vi auguro una buona lettura del libro 🙂

“La città delle Galline non è bella e misteriosa come la terra bianca e gelida dei Pinguini. Nel Pollaio il sole è generoso, ma vi si conduce una vita senza sorprese. Qui la natura non si degna di offrire spettacoli grandiosi, né improvvisi e drammatici mutamenti; qui non trema mai il cuore.” Chi Trova un Amico…, G.Lisciani