Se non puoi salvarli tutti, occorre salvarne uno alla volta

Ci sono libri che raccontano vicende epiche, grandi guerre fra popoli, famose faide familiari,…e poi esistono quelli che prendono la lente di ingrandimento e raccontano storie più piccole di persone comuni, costrette a subire per via indiretta le scelte di chi sta al potere. Fra questi abbiamo La Danzatrice Bambina di Anthony Flacco.

Zubaida ha nove anni e vive in Afghanistan in periodo storico triste e vergognoso: imperversa la guerra e i talebani sembrano decisi ad annullare qualsiasi cosa che doni un briciolo di gioia, sotto un regime di terrore. Zubaida sembra non curarsi di ciò che accade fuori dal suo piccolo villaggio e danza a piedi nudi a ritmo di una musica che sente dentro. Un giorno, però, accade il peggio: a causa di un incidente domestico, rimane bruciata. La situazione è disperata, dato che non si può sperare in un’assistenza sanitaria adeguata e le condizioni della bambina sono angoscianti. Ma il padre di Zubaida non si arrende ed è disposto a portare sua figlia in capo al mondo pur di salvarla, persino recarsi nell’accampamento militare degli americani.

Penso che la storia di questo libro sia un elogio non solo alla determinazione, ma anche all’amore paterno che spicca ancora di più riscontrato in una Paese dalla cultura restrittiva, dove la vita di una figlia femmina vale poco. Vediamo un padre disposto a tutto pur di salvare la sua amata bambina, che viaggia giorni non curandosi del resto del mondo. Non gli importa se gli americani non li capisce e hanno una cultura completamente diversa dalla sua. Lui sa che loro possono salvarla.

Una storia toccante che affronta tematiche molto profonde in maniera dolce e delicata, adatta anche ad un pubblico più fanciullesco. Nel libro si affronta molto bene anche tutta la parte degli interventi chirurgici affrontati dal dott. Peter Grossman per salvare Zubaida Hassan: un lavoro lungo e meticoloso che viene descritto progresso dopo progresso. La storia di questa bambina, accaduta nel 2001, diventa un caso mediatico e viene conosciuta in tutto il mondo. Per rispetto nei confronti dei più sensibili evito di postare la foto delle condizioni della bambina quando si è presentata per la prima volta nell’accampamento militare, ma per chi volesse approfondire esistono numerosi articoli nel Web dove se ne parla.

Grazie per aver letto l’articolo 🙂

Julia Volta

“Perché così tanto per un’unica ragazzina?” Non si poteva negare che fosse una domanda legittima e che alcuni – forse tanti – avrebbero trovato giusto obiettare sul caso di Zubaida.
Del resto, a quella domanda non si potevano dare che tre risposte. Perché il caso ha voluto che si trovasse lì. Perché il caso ha voluto che le altre persone che si trovavano lì fossero quelle giuste. E soprattutto perché quando non è possibile salvarli tutti, occorre fare la seconda miglior cosa possibile: salvarne uno alla volta.” La Danzatrice Bambina, A. Flacco

La diversità che unisce

Il best seller di questo mese appartiene ad un celebre autore che ha scritto diversi romanzi, uno dei quali diventato un film omonimo molto toccante che vi consiglio di vedere (Il Cacciatore di Aquiloni). Il romanzo di questo articolo è Mille Splendidi Soli, autore Khaled Hosseini, letto quando ero adolescente. La sua lettura mi ha colpito tanto che l’ho consigliato anche a mia madre e lei stessa lo considera uno dei libri più belli che abbia mai letto.

Andiamo con ordine. Per chi non l’avesse letto, le protagoniste sono due donne, Mariam una ragazza di quindici anni , romantica e sognatrice, ma figlia illegittima e Laila, nata a Kabul la notte in cui i russi hanno invaso la città, sollecitata dal padre a proseguire gli studi per poter contribuire alla salvezza del suo Paese grazie all’istruzione. Mariam e Laila non potrebbero essere più diverse, ma la guerra le farà incontrare in modo imprevedibile. Ed è proprio questo periodo di difficoltà e adattamento a nuove leggi in Afghanistan a fare da sfondo in questa storia struggente, in questa lotta per sopravvivere. Un libro meraviglioso che sa raccogliere ed esporre sapientemente la psicologia dei personaggi, nonché il loro cambiamento nel tempo. Leggendo questo romanzo si cresce con i personaggi stessi che maturano dalla prima all’ultima pagina. Consiglio a tutti di leggerlo, soprattutto per gli appassionati di romanzi veristi stile Verga. Per me è un 5 su 5.

ATTENZIONE SPOILER IN QUESTO PARAGRAFO!!!! Questo è stato uno dei romanzi che mi hanno segnata di più e mi hanno fatto conoscere l’autore. Chi ha letto tutti i suoi romanzi, lo accusa di essere diventato un po’ troppo commerciale con le ultime pubblicazioni, ma io ho voluto concedermi il beneficio del dubbio comprando una delle pubblicazioni più recenti, E l’Eco Rispose, che ancora devo leggere. Quando ho letto questo libro, potevo toccare con mano la sofferenza che vivevano Mariam e Laila, dapprima rivali, poi astute alleate. Sono toccanti i dettagli di ricerca di serenità, in un contesto di sofferenza e tensione, come il té che bevevano insieme le due donne quando il marito dormiva, o la tenerezza fra Mariam e la piccola Aziza. Quello che hanno vissuto è stato un climax ascendente di disperazione sfociata in un tentativo di fuga fallito e alla fine, in un omicidio. Ci sono rimasta malissimo quando Mariam ha subìto la pena capitale prendendosi tutta la colpa, probabilmente la descrizione di una realtà crudele che sussiste ancora oggi in alcune zone del mondo. L’ultima frase del libro è stata la ciliegina sulla torta, che ha commosso fino alle lacrime.

Vi ringrazio per aver letto l’articolo, vi auguro una buona lettura del libro 🙂

“E si vergognava anche di come aveva preso alla leggera l’aria infelice della madre, i suoi occhi gonfi. Nana l’aveva messa in guardia, e aveva avuto ragione sin dall’inizio.” Mille Splendidi Soli, K.Hosseini