Matilde d’Inghilterra

Mi sono iscritta da pochi mesi al Club degli Editori e fra i primissimi libri del mese, c’era proprio quello di cui vi vado a parlare in questo articolo, ovvero La Corona Contesa di Elizabeth Chadwick, acquistato con un ottimo sconto rispetto al prezzo di copertina. Se vi interessa saperne di più, vi invito a leggere questo articolo, dove parlo del Circolo e di come funziona, dicendo chiaramente anche quali sono gli aspetti negativi del servizio.

Tornando al romanzo, si tratta di uno storico incentrato su Matilde d’Inghilterra, una delle figure femminili più influenti del suo tempo. Le vicende iniziano nel 1125, quando la moglie dell’imperatore del Sacro Romano Impero torna a Londra, dopo la morte del marito. Il padre Enrico I, non avendo più eredi maschi, le promette la successione al trono, ma prima deve sposare l’adolescente Goffredo V, figlio del Conte d’Angiò e nemico storico dei normanni. Matilde, in quanto donna, dovrà lottare con tutte le sue forze per far prevalere il suo diritto di regnare, soprattutto dopo la morte del re, dato che il cugino Stefano I si candida per usurparle il posto. Fra i pochissimi sostenitori c’è la matrigna Adeliza di Lovanio, che continuerà ad appoggiarla nonostante le sue seconde nozze la vedano al fianco di uno dei più fedeli servitori dello stesso Stefano. Ce la farà a raggiungere il suo scopo?

Mi ricordo che quando frequentavo le medie e il liceo, il periodo storico che consideravo più noioso in assoluto era proprio il Medioevo. Ma a quanto pare si tratta di un’opinione condivisa, leggendo in giro nel web, non tanto per l’epoca in sé, che ha sicuramente molti eventi interessanti su cui porre l’attenzione, ma per il modo in cui viene presentata.

Nonostante questa premessa e considerando la mia riluttanza in periodo adolescenziale nel prendere in considerazione alcune epoche della nostra storia (non solo quella medioevale), ho deciso di provare a recuperare leggendo romanzi storici seri. Uno di questi è stato Il Tiranno, dell’intramontabile Manfredi, che ho recensito qui.

La Corona Contesa l’ho trovato molto interessante, perché ci fa capire come fosse difficile per una donna far sentire la propria voce, nonostante si trattasse di un’imperatrice: persino coloro che le avevano prestato giuramento, decisero di voltarle le spalle una volta rimasta senza la protezione del padre regnante. Benché Stefano I si sia rivelato poi un sovrano incapace, che comprava letteralmente la fedeltà dei suoi sudditi, nessuno era disposto a cedere il posto alla legittima erede.

Matilde e Adeliza sono donne molto diverse fra loro, ma entrambe determinate a raggiungere i propri obiettivi. Mentre la prima, benché comunque religiosa, si affida alla propria razionalità, pianificando continuamente strategie tattiche migliori per spodestare il cugino, l’altra confida nella spiritualità per trovare conforto al dolore e un significato più profondo della propria esistenza. La determinazione con la quale portano avanti le lotte personali è davvero impressionante, a maggior ragione se consideriamo il contesto in cui sono nate.

Per quanto concerne lo studio dei documenti storici da parte dell’autrice, possiamo dire che risulta evidente anche leggendo le note finali (quelle che spesso vengono ignorate, purtroppo). Alcuni eventi sembrano incredibili, ma sono realmente accaduti, come la fuga di Matilde durante una bufera di neve; mentre altri sono stati ipotizzati dalla stessa Chadwick, dopo aver attentamente studiato il personaggio. In questo modo, anche la fine che fanno i protagonisti della storia, i loro rapporti con le persone e gli stessi dialoghi, acquisiscono una valenza più vicina al reale.

Se devo fare un piccolo appunto, ho avuto l’impressione che, invece, le scene intime siano state messe apposta per rendere il tutto più alla harmony, giusto perché quando si narra di romanzi storici, bisogna inserire la passion e il fuego dell’ammoor, altrimenti non susciterebbe lo stesso interesse.

Ah, qualcuno mi vuole spiegare cosa c’entra la biondona in copertina se Matilde viene descritta come una donna dai lunghi capelli scuri?!?!

Voto 4/5.

“Matilde la buona. Matilde l’imperatrice. Matilde la vedova senza figli. Quelle parole le si insinuavano nella mente come un rumore di passi in una cripta. Se fosse rimasta lì, avrebbero dovuto aggiungere ‘Matilde la monaca’ alla sua lista di titoli, e non aveva alcuna intenzione di ritirarsi nel chiostro.” La Corona Contesa, E.Chadwick