Coronavirus: sarà sicuro prendere libri usati?

Da quando è scoppiata la pandemia per noi lettori si è posto un quesito fondamentale: si potranno comprare i libri usati senza dover correre dei rischi? All’inizio mi ricordo che si brancolava un po’ nel buio, senza sapere se persino la merce del supermercato potesse costituire un vettore e perciò spesso ci si ritrovava a disinfettare tutta la spesa con l’alcool. Il caso più clamoroso è stato quando ci si è posti persino il problema degli animali da compagnia scoprendo, attraverso uno studio condotto su 919 cani e gatti, che benché possano essere contagiati dal virus, non sono in grado di trasmetterlo all’uomo. Ma questa è un’altra storia.

Torniamo ai nostri amati libri. Io stessa mi sono più volta interrogata sulla questione della merce usata e alla fine ho deciso di spulciare il web su siti autorevoli in cerca di risposte da poter condividere con chi apprezza la lettura, come la sottoscritta.

Fin dal principio ci si è posti il problema di capire come il coronavirus si comporti a contatto con superfici diverse. Secondo uno studio pubblicato sul The New England Journal of Medicine, il SARS-COV-2 sopravvive in tempi diversi su ciascuna tipologia. In particolare, si è rivelato poco resistente al rame e al cartone. Su quest’ultimo, dopo sole 5 ore si dimezza la capacità infettiva e, trascorse 24 ore si ha un abbattimento completo! Questo risultato è stato in parte confermato anche da un recentissimo studio condotto dall’Indian Istitute of Technology di Mumbai e pubblicato su Physics of Fluids, nel quale si parla di abbattimento su carta nell’arco di 3 ore! Ma c’è di più!

Nell’ottobre del 2020 viene un altro studio, questa volta australiano, sul Virology Journal dove si analizza il comportamento del virus su acciaio, vetro e banconote. Si scopre che la sua capacità di resistenza arriva fino a 28 giorni! Sì, lo so, non sembra una buona notizia, anzi! In realtà, gli stessi studiosi ci tengono a precisare che il tutto è stato eseguito mantenendo condizioni ideali di sopravvivenza per l’agente patogeno, ovvero buio totale e temperatura costante di 20 gradi. Quindi, la luce ultravioletta o una temperatura che supera i 40 gradi danneggiano il microrganismo nel giro di poche ore. Inoltre, il problema dei contagi non sono mai state le superfici, ma il contatto ravvicinato con le persone infette.

Dunque, possiamo tirare un sospiro di sollievo? Sì, certo! Naturalmente, restano valide le norme da adottare per ogni circostanza di compravendita: indossare sempre la mascherina (anche sul naso) e disinfettarsi le mani. Esistono in commercio, poi, degli spray disinfettanti per ogni superficie che secondo me sono ottimi anche in questi casi: sia che compriate direttamente dal venditore, sia che ve li facciate spedire a casa.

Insomma, spero di aver dissipato anche i vostri dubbi, oltre che i miei 🙂

Alla prossima!

Julia

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