Omicidio in un borgo sperduto

Penso che il miglior modo per scovare delle esclusive letterarie, sia cercare proprio tra le file dei numerosi romanzi di autori esordienti. Certo, non sempre questa caccia al tesoro porta a dei risultati sperati, costringendo ad abbandonare senza nemmeno finire l’estratto (eh già, mi è successo anche questo…), ma a volte si può scovare una lettura piacevole.

Il romanzo di cui vi parlo oggi è di Marco Fedele, classe 1968, laureato in chimica, che attualmente vive e lavora a Milano. Ho scoperto dei suoi libri, proprio perché gentilmente è stato lui stesso a consigliarmeli. Nonostante non sia una grande amante dei gialli, ho comunque voluto spulciare le trame dei titoli. Fra questi, ho scelto di leggere Il Bar. Di cosa parla? Il libro si divide in tre parti, apparentemente sconnesse fra loro. Ciò che intriga è scoprire il legame tra la ‘ndrangheta milanese e l’omicidio della cameriera Suzana Obradovic, trasferitasi da poco nel borgo sperduto di Fainazza, in provincia di Gorizia. Ad indagare sulla vicenda, c’è il commissario Fabbri che solo dalla descrizione fornita dall’autore, lo prendi in simpatia come fosse una macchietta. In maniera del tutto insolita, decide di interrogare i sospettati del paese (quattro gatti abitanti del borgo), chiudendoli nell’unico bar del posto, dove per altro è stato commesso il delitto.

Devo ammettere che quando ho iniziato il romanzo, la presenza di numerosi nomi e soprannomi mi ha messa in crisi costringendomi a prendere carta e penna per segnarmeli tutti. Il peggio arriva durante gli scontri a fuoco che coinvolgono più persone, perché fra appellativi vari, si fa fatica ad avere un quadro ben chiaro di chi stia facendo cosa. Figurarsi che ho scoperto dopo diverse pagine della morte di qualcuno. Ma questo può tranquillamente essere dovuto alla mia pessima memoria…

A parte questo piccolo intoppo, lo stile di scrittura l’ho trovato piacevole e scorrevole: scritto bene, senza inutili pesantezze. La storia si fa via via sempre più interessante e le ultime pagine volano letteralmente, anche perché mi è piaciuto di più dalla seconda parte. I personaggi sono ben caratterizzati, soprattutto quelli del borgo di Fainazza che parlano un po’ in dialetto un po’ in italiano (non vi preoccupate, perché ci sono note a piè pagina :P), mischiando l’ansia dello svelamento del mistero, al sorriso suscitato dalle congetture dei compaesani che iniziano ad accusarsi a vicenda. Insomma una lettura consigliata sicuramente.

Per chi fosse interessato, il romanzo è attualmente disponibile su Kindle, dove per altro è possibile scaricarne l’estratto.

Voto 3.5/5.

Julia Volta

“Se la mafia ha avuto così successo da queste parti, è perché la gente o ha preferito guardare altrove o ha scelto di accondiscendere i criminali.” Il Bar, M. Fedele

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