Ma in fondo i ratti non sono poi così male…

Nonostante abbia già qualche volume per bambini nella mia libreria personale, risalenti almeno a un decennio fa (ma pure di più), ho deciso di leggere e recensirne uno che non avevo. Difatti, l’ultima volta che sono stata a trovare i miei genitori, ho deciso di tentare la sorte con un’impresa epica: entrare nella camera dei miei fratelli! C’è da chiedersi il motivo, in effetti. Il fatto è che in mezzo a cadaveri di vestiti in putrefazione sparsi ovunque, un campo minato di calze usate e cavi che ti si avvinghiano alle gambe, come edera impazzita, ho visto una libreria! Perciò mi sono addentrata in questa giungla per vedere se qualcosa fosse sfuggita alla mia attenzione dal mio trasloco. Siccome il tempo per preservare la mia sopravvivenza era scarso, ho raccolto in fretta e furia 3 volumi e uno di questi lo recensisco in questo articolo.

Manco a farlo apposta, visto il contesto per cui mia madre ha perso la guerra a colpi di “Riordinate la cameraaaaaaa!!” ormai da secoli, è un libro che parla di ratti. Si intitola Un’Avventura Rattastica di Derek Bernardson ed è adatto ad un pubblico di almeno 7 anni. I protagonisti sono 4 simpatici ratti fratelli che conoscono una bambina di nome Emma e decidono di aiutarla a scappare quando questa viene rapita dal signor Tizz e la sua banda, per ottenere un riscatto a 6 zeri. Secondo me la storia è carina e spiritosa, adatta sicuramente al divertimento dei più piccoli, ma vi assicuro che strappa un sorriso anche agli adulti. Il ritmo è molto veloce e lineare, molto prevedibile con happy ending persino per i “brutti e cattivi”, ma d’altronde è una storiella per pargoli, quindi va bene così. Voto 3.5/5.

Certo, se avete difficoltà a convincere i vostri figli a pulire la stanza, magari la eviterei come lettura. Si sa mai che evitano di riordinare per attirare i topi e farci amicizia, come la piccola Emma. Adesso che ci penso, magari era questo lo scopo iniziale dei miei fratelli…Chi lo sa! Anzi, a dirla tutta, uno dei due si è anche preoccupato di dirmi di riportarglieli quanto prima…!

Intanto vi ringrazio per aver letto l’articolo, vi auguro una buona puliz…ehmm lettura del libro 🙂

“A questo punto vi chiederete perché i Rattaquattrini erano detti Rattaquattrini. Adesso ve lo spiego. Quando richiamava in casa i piccoli ratti che stavano giocando fuori, la mamma gridava: <<Rattini! Voi quattro! Ehi, voi quattro! Rattini!>> ma finiva coll’imbrogliarsi e chiamava: <<Voi quattro! Ehi, rattini! Quattrini! Dove siete?>>. Così diventarono i Rattaquattrini. (E Papà rata trovava che era un nome adatto, perché mantenerli gli costava un sacco di soldi).” D. Bernardson, Un’avventura rattastica

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