Da spettatrice a protagonista

In questo articolo parlerò di un best seller mondiale dal quale hanno tratto un film, che io non ho visto 😛 Il libro La Ragazza del Treno di Paula Hawkins, mi è stato regalato dopo il suo clamoroso successo ed all’inizio ero curiosissima di leggerlo. Ma andiamo con ordine.

Dunque, la protagonista indiscussa è Rachel, donna sola, senza amici, con problemi di alcool, che ogni giorno a Londra percorre in treno la strada che la porta al suo noioso lavoro. Durante il viaggio, osserva fuori dal finestrino le strade e le case che scorrono, ma ce n’è una che trova particolarmente interessante, che può spiare più a lungo allo stop del treno. Rachel ogni mattina vede una coppia sconosciuta fare colazione in veranda e, benché non li conosca nemmeno, comincia ad affezionarcisi, immaginando i loro nomi e le loro vite. Un giorno, però, si rende conto che alla coppia perfetta è accaduto qualcosa di strano e questo cambia tutto.

Devo dire che le mie aspettative erano piuttosto alte, dato l’enorme successo. Ma ad essere sincera, il mio entusiasmo è andato scemando sulle prime pagine e so che probabilmente molti non saranno d’accordo, ma questa è solo una mia opinione. Per me, almeno nella prima parte, il libro è noioso e ripetitivo, soprattutto per quel che concerne la descrizione di Rachel. Fa e pensa sempre le stesse identiche cose che puntualmente e giustamente vengono riportate dall’autrice. Se voleva farci sentire il peso della sua vita piatta e infelice, ci è riuscita in pieno. I personaggi che via via compaiono nella storia li ho trovati un pochino stereotipati, come se fosse la stessa Rachel a descriverli. Per me il voto è 2,5 su 5.

ATTENZIONE: PRESENZA DI SPOILER IN QUESTO PARAGRAFO!!! Vorrei entrare nel merito di alcuni personaggi presenti nel libro, in particolare le donne, trovate stereotipate e irritanti, come già anticipato. Abbiamo Rachel, una donna vittima di sé stessa che si autocommisera e non prende mai in mano la situazione. Se qualcuno le dice che è colpa sua se il mondo sta finendo, lei risponde “Sì, è vero! Scusami!”. C’è Anna, l’amante presuntuosa e paranoica che, dopo essersi presa ciò che non le spettava, ora ha paura che il suo trofeo le venga soffiato dalle mani. Una vita perfetta costruita sulle macerie di un’altra, insomma. Infine, Megan la barbie girl/primadonna che ha il diritto a prendersi ciò che vuole solo perché bella e, se qualcuno la contrasta, non può sopportarlo. Ora, francamente questi personaggi non mi sono piaciuti perché dipingono il peggio che una donna può essere, fra l’altro in maniera superficiale. Non sono persone, sono caratteri di un teatro. Non le ho trovate profonde, con motivazioni intrinseche. Forse, sono io che non ho saputo coglierle e per questo mi dispiace. A mio avviso, il libro si è salvato sul finale che, quantomeno, ha riservato dei bei colpi di scena.

Intanto vi ringrazio per aver letto l’articolo e vi auguro una buona lettura 🙂

“Se non puoi avere figli, il problema è che il mondo fa di tutto per ricordartelo, specialmente se hai superato i trent’anni.” La Ragazza del Treno, Paula Hawkins

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